Lo spiegone

(breve storia di quasi tutto)

Ovvero: come e perché faccio quel che faccio e perché amo insegnarlo agli altri

Io faccio quel che faccio perché per me fare musica insieme, grandi e piccoli, è soprattutto ciò che ci mantiene vivi e ci identifica come esseri umani. 

Per me una giornata senza musica è una giornata a cui manca qualcosa: da che mi ricordi, ho sempre cantato, anche da piccolissima.

E soprattutto, sono stata bambina negli anni in cui in televisione di musica se ne faceva poca (e solo di sera) e adolescente in tempi in cui se volevi imparare delle canzoni ti dovevi impegnare un po’ (non esisteva Google, per intenderci) e tutta la fatica che ci mettevi, alla fine ti faceva sentire soddisfatta e felice della “conquista”.

La musica c’è sempre stata, ma ho capito che ne volevo fare un mestiere dopo molti anni di domande e dubbi, perché – diciamocelo – nella nostra cultura “campare” di musica si identifica quasi esclusivamente con “vendo milioni di dischi e faccio concerti che riempiono gli stadi”. In realtà questo pensiero è molto fuorviante e sminuisce di fatto un principio per me fondamentale: la musica è di tutti, perché tutti nasciamo musicisti ovvero esseri in grado di connettersi alla musica in quanto linguaggio espressivo e dotati di tutto ciò che serve per imparare a comunicare attraverso essa.

Ma come i diversi semi, che danno vita a diverse piante, anche noi possiamo crescere musicalmente in relazione al nostro potenziale e all’ambiente in cui cresciamo. Entrambi questi fattori incidono sul nostro sviluppo ed entrambi sono fondamentali nella fase iniziale, ovvero quella dell’infanzia, in cui le potenzialità dell’apprendimento sono al massimo.

Il tipo di percorso che propongo alle educatrici di Nido e Infanzia è il risultato delle mie esperienze professionali e personali: condivido quello che amo fare e le strategie che ho sviluppato negli anni passati a stretto contatto con bambini e adulti.

🎶 Sono un’ex insegnante di Music Together® – un metodo molto conosciuto nel settore – che ho amato moltissimo. Da questo ho imparato l’importanza del coinvolgimento delle figure affettive dei bambini e della creazione di un repertorio musicale che sia ricco, variegato, strutturato, ma anche fruibile, divertente e coinvolgente.

🎶 Ho studiato a vari livelli approcci e linguaggi musicali molto variegati: alcuni specifici per i bambini come Orff-Shulwerk, altri più dinamici e improntati al ritmo come la Body Percussion, altri ancora sulla voce e il canto come Circle Songs e Voicecraft.

🎶 Ho militato per molti anni nel musical, attività con cui ho affinato la capacità di narrare storie attraverso il canto, la recitazione e la postura.

🎶 Sono curiosa e appassionata di tutte quelle materie che ruotano attorno allo sviluppo dei bambini, al loro apprendimento e alla loro educazione e negli anni ho conosciuto e apprezzato molti professionisti del settore che ho deciso di coinvolgere a vario livello in questo progetto, ognuno nel proprio ambito:

Psicomotricità ◼︎ Neuroscienze e sviluppo cognitivo ◼︎ Psicologia dello sviluppo e warm education ◼︎ Teatro per l’Infanzia ◼︎ Educazione all’uso della voce ◼︎ Comunicazione Nonviolenta per la gestione dei gruppi

Per questi motivi l’approccio e il percorso che propongo sono molto attivi, basati sulla musica “fatta in prima persona”, pongono l’accento sull’uso della voce e del corpo – i nostri primi, fondamentali strumenti musicali – con un uso limitato di cd e supporti e, ultimo ma non meno importante,  coinvolgono in prima persona gli adulti, perché è tramite l’esempio degli adulti “del cuore” che i bambini imparano a porsi nel modo giusto nei confronti non solo della musica, ma più in generale delle “cose del mondo”. 

Uso canzoni e musiche tradizionali di tantissime culture, propongo stili e suggestioni diverse, in modo da mantenere il repertorio musicalmente ricco, vario e variegato. Insegno a cantare usando semplici fonemi, ma anche parole, perché per me sono importanti: dipingono immagini, raccontano storie e coinvolgono grandi e piccoli stimolando la fantasia. Aiuto a creare esperienze immersive, coinvolgenti, non giudicanti e non orientate ad una performance finale, momenti in cui i bambini sono naturalmente portati a “fare” senza dover “dimostrare” e in cui le maestre li guidano in attività che coinvolgono corpo, cervello, anima e relazioni attraverso il gioco.

E ancora: fare musica da piccolissimi, insieme ai propri adulti del cuore, oltre ad aprire un mondo di possibilità espressive e a fare da supporto a tutti gli altri apprendimenti (linguistici, matematici, motori, cognitivi, relazionali, etc), è un’occasione privilegiata per creare ricordi e memorie d’infanzia positivi, emozionanti, arricchenti, sia per i piccoli sia per i grandi.

Questo è un aspetto da tenere in grande considerazione, specialmente in tempi in cui si tende sempre più a relegare alla tecnologia il compito di intrattenere e divertire e far giocare.

Ma l’essere umano è un animale sociale, ha un bisogno innato di condividere, di stare assieme, di creare e vivere con i suoi simili e la musica è da sempre un mezzo di incredibile coesione sociale e creazione di comunità.

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