Musica e linguaggio

Un mondo di suoni

Il mondo dei piccolissimi comincia nella pancia ed è fatto soprattutto di suoni. Dal 5° mese di gestazione il sistema uditivo è sviluppato e comincia a raccogliere informazioni dall’ambiente circostante: un ambiente ovattato, caldo, accogliente, morbido.

Un ambiente scandito dai battiti del cuore della mamma e dalla sua voce. Un nido in cui l’ambiente esterno arriva, piano, come un suono lontano. Una volta nati, i bambini cominciano a percepire il mondo come “un unico” –  ricchissimo, pieno – a cui cercano un po’ alla volta di dare un senso attraverso i sensi.

Tra i sensi, l’udito ricopre una parte fondamentale, soprattutto nei primi mesi.

Del resto, se ci pensiamo un attimo:

  • la vista è minima e imprecisa per diverso tempo
  • il gusto è limitato, almeno fino a completo svezzamento
  • il tatto è condizionato dal fatto che il neonato non percepisce il proprio corpo come suo, ma come un’estensione del corpo della mamma
  • l’olfatto è potente, ma ha un raggio d’azione limitato alle presenze molto vicine al corpo del bambino.

L’ udito, invece, permette al bambino di percepire moltissime informazioni del mondo circostante. Le voci famigliari sono riconosciute non solo nella loro prosodia caratteristica, ma anche nelle loro sfumature emotive. I suoni e i rumori dell’ambiente vengono un po’ alla volta presi da riferimento e una variazione degli stessi mette “in allarme”. L’ ambiente tutto viene percepito e riconosciuto e usato per cominciare a costruire i propri punti fermi.

Diverse ricerche supportano l’idea che la musica e il linguaggio si sviluppino in modo analogo, ovvero grazie ad una decodifica graduale del mondo dei suoni messa in atto dal sistema cervello. La musica – pur interessando aree del cervello ulteriori rispetto al linguaggio – viene decodificata con un percorso analogo, perchè il linguaggio è composto sostanzialmente da elementi musicali. Suoni, silenzi, accenti, dinamiche, attacco, pause, prosodia, quindi possiamo ben dire che anche “solo” parlando stiamo già facendo musica!

La sequenza di decodifica del mondo sonoro

L’analogia nello sviluppo di musica e linguaggio è un concetto che spesso diamo per scontato ma che è fondamentale nella sua semplicità e ha a che fare con l’esplorazione sonora, ovvero alla sequenza con cui il bambino comincia ad elaborare le informazioni dall’ambiente sonoro in cui è immerso e che ho sintetizzato qui:

Inoltre, durante tutto questo processo, il bambino fa costantemente alcune cose fondamentali:

  • sviluppa una rappresentazione fonologica dei suoni, ovvero cerca di ripetere – dopo averli ascoltati moltissime volte – i suoni familiari, sforzandosi di far corrispondere ciò che rappresenta nel suo cervello a ciò che produce e a ciò che ascolta
  • familiarizza con il ritmo e la prosodia (combinazione di accenti e melodia) della lingua del proprio ambiente

In seguito il bambino comincia uno step importantissimo:  il bambino comincia a riconoscere i silenzi e le pause, anche minuscole, tra le parole e l'”involucro” di ogni parola (la piccola pausa iniziale, il sostegno, il finale).

E poi cosa succede?

Da qui in poi, c’è un’unica cosa da fare per il bambino: pratica, pratica, pratica! E lo fa ovviamente con grande curiosità e desiderio, specie se spronato da i suoi adulti del cuore.

Può sembrare che questo approfondimento sul linguaggio abbia poco a che fare con la musica. Ma ricordiamoci quanto detto prima: parlare è già fare musica e quando un bambino ascolta una voce, la sua attenzione si concentra in realtà sugli elementi musicali del parlato (ritmo, accenti e melodia). Possiamo allora subito intuire quanto i discorsi siano collegati e quanto il processo di decodifica del linguaggio parlato sia in realtà intriso di musica.

Ecco perchè fare musica in modo attivo e consapevole – ovvero usando la nostra voce e il nostro corpo, ancora prima di “mettere su” della musica registrata – ha come enorme beneficio collaterale lo sviluppo del linguaggio. Questo vale a prescindere dalla lingua usata (spoiler: lo sapevi che faccio parte di un bellissimo progetto per bambini e famiglie a supporto del bilinguismo? Guarda QUI!) perchè quello che verrà enfatizzato dal gioco musicale sarà – appunto – la musicalità della lingua stessa.

E’ un circolo virtuoso di supporto e costruzione di molteplici competenze che attraverso il gioco si rinforzano a vicenda!

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