Musica, cervello e ricompense

Oggi scopriamo come e perché la musica è in grado di darci piacere, al pari del cibo, del sesso e delle droghe, ma con il  vantaggio di non essere illegale.

Dal punto di vista strettamente biologico, il compito fondamentale del nostro cervello è mantenerci in vita e attivi abbastanza a lungo da riprodurci, trasmettere i nostri geni e dare vita alla prossima generazione.

Lo so, detta così suona un po’ riduttivo, quasi brutale, ma se ci pensiamo bene il nostro cervello analizza ed elabora dati e parametri, tutto il giorno tutti i giorni, con questo unico scopo, tenendo traccia di tutte le nostre azioni e reazioni.

Per questo motivo la natura e l’evoluzione hanno dotato il nostro cervello di un sistema di ricompensa, che scatta tutte le volte che facciamo qualcosa che – genericamente parlando –  ci avvicina all’obbiettivo.

Il meccanismo è relativamente semplice: il sistema riconosce che quell’azione è potenzialmente utile alla nostra causa primaria – restare vivi, attivi e riprodurci – e rilascia una scarica di dopamina, che ci fa sentire bene. Queste azioni vengono identificate quindi come azioni bone, utili, necessarie.

E’ interessante però vedere, come ci mostrano numerose ricerche, che questo meccanismo non solo scatta indipendentemente dalla nostra opinione in merito alle azioni, ma scatta anche per azioni – diciamo così – non direttamente collegate al nostro obbiettivo primario. Ad esempio, si è visto che le azioni che fanno scattare il meccanismo di ricompensa sono molte e molto diverse tra loro: mangiare cioccolata, usare droghe, fare sesso, guadagnare soldi e tah daaaaah! Ascoltare – e fare – musica!

Ora, mentre per la maggior parte di queste ci sembra ovvio un collegamento, anche piccolo, con l’obbiettivo “sopravvivenza della specie” e anche a fronte del fatto che questo meccanismo può venire ingannato (ad esempio dall’uso di droghe che alterano il sistema dopaminergico), immagino che tutti noi ci staremo chiedendo: ma la musica in tutto questo cosa c’entra?

Per rispondere a questa domanda, facciamo un passo indietro e chiariamo alcune cose sulla dopamina. La dopamina è un neurotrasmettitore, ovvero un composto chimico che facilita il passaggio di informazioni da un neurone all’altro. Ci sarebbero ovviamente tonnellate di cose da dire, ma la più importante è che la dopamina è associata ad alcuni comportamenti e in particolare alla motivazione e al raggiungimento degli obbiettivi e la quantità rilasciata dipende da una serie di fattori tra cui, ad esempio, quanto noi valutiamo importante l’obbiettivo in questione. Altra cosa importante da sapere è che il rilascio di dopamina non avviene tutto in una volta, ma attraverso fasi:

  • La fase iniziale, preparatoria, che è un po’ come quando vediamo qualcosa che ci piace e ci viene l’acquolina in bocca e cominciamo a pensare a come fare per averlo. Proviamo ad allungare le braccia per afferrarlo e man mano che ci riusciamo, boooom! Scarica di dopamina, sensazione piacevole per noi e momento di lavoro per il nostro cervello che manda a memoria quanto sta succedendo.
  • La seconda fase, quando raggiungiamo il nostro obbiettivo e ce lo gustiamo tutto per bene: è una fase di grande soddisfazione, in cui il nostro cervello rinforza la sensazione positiva che si prova quando consapevolmente facciamo le azioni necessarie in modo da ottenere quello che desideriamo.

Ora, mentre questo discorso è facilmente comprensibile quando il desiderio è “mangiare cioccolata”, non è altrettanto scontato quando si tratta di musica.

Perché mai la musica dovrebbe far scattare il meccanismo di ricompensa e quindi il rilascio di dopamina e soprattutto come funziona questo meccanismo nel caso della musica?

Il punto fondamentale da cui partire è che la musica non sembra avere quell’enorme importanza ai meri fini della sopravvivenza della specie, ma se la guardiamo da un altro punto di vista, la musica è intrinsecamente composta di schemi, successioni, pattern che si susseguono nel tempo, strutture che si ripetono in modo più o meno prevedibile, qualità e caratteristiche approposito dei quali possiamo fare delle supposizioni e delle previsioni e tutto questo scorre e si sussegue nel tempo, un momento dopo l’altro.

Questo tipo di stimolo è immediatamente recepito dal cervello. Ti ricordi? Il nostro cervello analizza continuamente l’ambiente circostante in modo da valutare che comportamento dobbiamo mettere in atto per raggiungere il nostro obbiettivo e questo secondo i ricercatori combacia perfettamente – passatemi il termine – con la struttura intrinseca della musica.

Di conseguenza quando facciamo una previsione musicale e questa si rivela corretta, il nostro cervello rilascia dopamina. Questo è vero soprattutto quando ascoltiamo una musica conosciuta, che ci piace, che sappiamo esattamente come fa: ecco spiegato perché i bambini ci chiedono mille mila volte la stessa canzone!!! E’ colpa della dopamina!

E se la nostra previsione non è corretta? O se la musica non ci piace? O ancora, se ascoltiamo una musica per la prima volta? Ancora una volta, il n ostro cervello analizza e fa un sacco di previsioni basandosi sulla nostra esperienza e sulla nostra cultura musicale d’appartenenza. In tutti questi casi, c’è una scarica di dopamina! Perché anche se non ti piace o non hai azzeccato la previsione, il tuo cervello è felice perché ha imparato qualcosa e la prossima volta non arriverà impreparato. 

Non voglio qui semplificare troppo, ma lasciamelo dire: la musica è un’esperienza così piacevole perché sfrutta la tendenza innata del cervello a fare previsioni, previsioni da cui possiamo non solo imparare, ma ottenere ricompense – ovvero scariche di piacere – quando queste previsioni si rivelano corrette e persino non corrette!

Per non semplificare troppo e anche per amor di precisione va però anche detto che la dopamina, e tutto quello che riguarda il suo effetto piacevole su di noi e il collegamento con il sistema di ricompensa, non è l’unico modo attraverso cui la musica può dimostrarsi un’esperienza piacevole.

L’ascolto della musica, specialmente quella che ci piace, coinvolge anche altri neurotrasmettitori, come le endorfine, più legate al piacere e meno al raggiungimento di un obbiettivo e questo spesso in unione alla dopamina.

Inoltre, la musica può farci star bene anche per altri motivi, a cominciare dalla sua capacità di suscitare in noi emozioni. Ma questo lo vedremo la prossima volta. 

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